S. PIO X E LA CONDANNA DEL MODERNISMO
MODERNISMO E NEO-MODERNISMO
A partire dalla seconda metà del XIX secolo sorsero autori nell'ambito Cella stessa CHIESA CATTOLICA che propugnavano un profondo cambiamento. Prendendo spunto dal successo delle ricerche scientifiche, dagli studi sull'evoluzionismo darwiniano e dalla imperante filosofia positivista, iniziarono una vera e propria demolizione dei principi fondamentali del cattolicesimo. Uno dei suoi iniziatori, il gesuita Tyrrell, sintetizzava in una frase il contenuto del modernismo: “Noi gli articoli del credo li accettiamo tutti. Ma ciò che è in gioco è la parola “credo”, è il senso del “vero” quando si applica al dogma. ..".
Da tale atteggiamento ne derivava assenza di oggettività in campo metafisico Ma solo soggettività e simbolismo. Un gesuita, padre De Rosa afferma: "Dopo primi secoli del cristianesimo e le scosse dell'arianesimo e dello gnosticismo la tempesta più paurosa che deve affrontare la CHIESA é il modernismo (1907)". L’invito ad adattare la dottrina della CHIESA al "liberalismo ed alla civiltà moderna viene condannata da PIO IX nel 1864 (SILLABO).
L'idea di modernizzare la CHIESA comincia nel lontano rinascimento e tra gli intellettuali possiamo annoverare Lutero che fu uno dei primi ad utilizzare il termine modernismo. Il vero progenitore del modernismo fu il teologo tedesco Doellinger convinto che la scienza teologica coincidesse con la scienza critica e questa a sua volta solo da premesse di carattere razionale e storico e non da altre autorità.
Si trattava quindi di un orientamento scientifico secondo cui la teologia doveva sottostare ad un esame razionale. Il massimo esponente del modernismo, Alfred Loisy per le sue posizioni può essere avvicinato a Lutero In questo periodo la CHIESA secondo E. Boutroux deve affrontare due pericoli, uno interno ed uno esterno. Da una parte la società civile vuole separarsi del tutto dalla CHIESA in modo da ignorare totalmente la sua esistenza e nello stesso tempo dall'altro, certi membri non solo laici ma anche ecclesiastici, pur proclamando la loro fedeltà ed obbedienza, si rifiutano di considerare la legge divina come unica sovrana e vogliono l'adeguamento della Parola di DIO alle opinioni degli uomini, della FEDE alla scienza.
Il punto di partenza del modernismo è il riesame della Sacra Scrittura (esegesi biblica) l'interpretazione in senso evolutivo, la negazione e l'abbandono della teologia di S. Tomaso (tomismo) porta al superamento dell'autorità della CHIESA con conseguente stravolgimento dottrinale.
Il PAPA LEONE XIII fortemente preoccupato della piega degli eventi, interviene con tre Encicliche.
Con Aeterni Patris (1879) rimette in onore la dottrina tomista.
Nella seconda Enciclica la Rerum Novarum (1881) pone una pietra miliare per una ordinata organizzazione sociale contro i travisamenti del liberismo e del socialismo.
Infine con la Providentissimus Deus (1893) affronta il problema della interpretazione biblica.
PERSONAGGI
Uno dei principali autori del modernismo fu
Blondel che fondò i suoi studi filosofici sulla ricerca interiore, volle riesaminare il cattolicesimo sia nello spirito, nei dogmi e nella sua pratica letterale. La questione biblica affrontata da autori con pregiudizi razionalistici portò
E.Renan e
D. Strauss alla negazione della divinità di GESU’.
Loisy famoso biblista, contesta l'interpretazione che attribuisce valore storico ad alcuni fatti essenziali della vita di GESU’ come la resurrezione e nega che la CHIESA sia stata istituita da GESU’ CRISTO.
Il gesuita
G. Tyrrell vede la fede come sentimento e si oppone all’interpretazione rigida del dogma proponendo una sua lettura in senso evolutivo.
Fautori italiani del modernismo furono meno importanti degli omologhi francesi ed inglesi. Il
Murri volse la sua attenzione più all'aspetto politico-sociale che poi ripreso fu alla base del partito cattolico. Il
Bonaiuti mostra un pragmatismo molto lontano da cattolicesimo romano.
Il modernismo italiano col
Fogazzaro propone un'opera letteraria
"IL SANTO" che ebbe molto Successo e fu strumento di propaganda.
Malgrado gli interventi del PAPA nell'ambiente intellettuale e nei seminari si diffondevano opuscoli e libri di contenuto modernista. Volendo porre un freno a questa nefasta opera il successore di LEONE XIII, il nuovo
PAPA Pio X affronta la questione con il decreto
“LAMENTABILI" in cui sono confutate 65 tesi moderniste. In seguito con l'Enciclica
"PASCENDI" espone in termini chiari l'intera teologia e filosofia modernista decretandone la condanna come
"sintesi di tutte le eresie".
PASCENDI
Il 16 settembre 1907 viene pubblicata l'Enciclica
PASCENDI che rappresenta una precisa analisi di tutte le tesi moderniste espresse negli ultimi anni e la relativa motivata condanna.br>
I modernisti sono accusati di:
AGNOSTICISMO perché negano la possibilità di dimostrare l'esistenza di DIO;
SOGGETTIVISMO esperienza personale del divino e negazione dell'oggettività della VERITA';
IMMANENTISMO ogni conoscenza avviene attraverso la coscienza, nega la Rivelazione;
SIMBOLISMO i dogmi sono rappresentazioni simboliche e mutevoli da
riesaminare col mutar dei tempi e non VERITA' ASSOLUTE RIVELATE;
SENTIMENTALISMO la fede è un sentimento, nella realtà è invece, una virtù divina che ci rende capaci di credere;
CRITICISMO STORICO i modernisti escludono interventi soprannatu rali, nella realtà, essi sono possibili e frequenti;
PSICOLOGISMO riduzione dei contenuti conoscitivi a meccanismi psicologici ed a fenomeni soggettivi della coscienza;
COMUNITARISMO la CHIESA è ritenuta una semplice esperienza collettiva e non una istituzione divina;
DEMOCRAZIA per i modernisti tutti partecipano dando un contributo alla coscienza collettiva che è la CHIESA; così, rifiutano la realtà della CHIESA come istituzione infallibile.
A seguito di questa Enciclica furono introdotti controlli ed obblighi per combattere questo
"compendio di tutte le eresie", vi furono scomuniche e molti modernisti furono sollevati dai loro incarichi. I provvedimenti furono dolorosi ma efficaci. Il fenomeno ritenuto non più preoccupante, dopo gli anni cinquanta. Con il laicismo ed il secolarismo fanno ritorno
alcune tesi del modernismo.
Infatti
Maritain afferma nel suo Contadino della Garon na:
"Oggi, nei confronti della febbre neo modernista molto contagiosa almeno nei circoli intellettuali, il moderni smo del tempo di PIO X non era altro che un modesto raffreddore." In fondo il modernismo non è che una serie di tesi assimilabili al protestantesimo per cui in esso trova consenso e conforto. Così negli ultimi anni si ripropongono quelle vecchie tesi già condanna te, del riesame della Sacra Scrittura, della interpretazio ne dei dogmi come formula zioni simboliche, dell'Unità dei cristiani nella diversità, ecc... E' pertanto, auspicabi le un forte intervento chiarificatore.
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